Santuario del Sacro Cuore

Situato quasi in cima alla collina ,il Santuario del Sacro Cuore è meta di devozione fervente e di pellegrinaggi da ogni parte d'Italia .

La sua fondazione è legata alle vicende umane e spirituali di Madre Carmela, al secolo Carmela Aprile nata il 5 aprile1878 a Rosolini, che attorno all'immagine del Sacro Cuore benedicente seppe suscitare e diffondere un grandissimo fervore religioso tanto che la sua casetta dell'antica via Toselli,oggi via Sacro Cuore, divenne meta di devoti, di bisognosi,di peccatori che offrivano doni ed invocavano grazie.

Nel 1958 il Santuario ebbe la sua sistemazione canonica nell'Ordine della Visitazione Santa Maria, si accrebbe tanto da accogliere anche giovani orfanelle Il quadro del Sacro Cuore si venera sull'altare dell'antica abitazione e la nuova costruzione, decorata con un ciclo pittorico dell'artista Pippo Ognibene ed impreziosita da un gruppo scultoreo dell'artista Iano Lauretta,continua ad accogliere le preghiere dei devoti.

La festa religiosa viene celebrata l'ultima domenica di settembre con grandissima partecipazione sin dalle primissime ore del mattino con pellegrinaggi e doni votivi tra cui la devozione di vestirsi con l'abito religioso creato da Madre Carmela quale ringraziamento per una grazia ricevuta.

Nelle adiacenze del Santuario domina Via Roma palazzo Savarino Criscione abitazione signorile del primo Novecento dall'architettura sobria elegante con reminiscenze classiche e motivi baroccheggianti.

 

CARMELA APRILE ovvero "MADRE CARMELA"

La sua vita, la sua storia sono legate al Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Rosolini, paese dove nacque il 25 aprile 1878 dai genitori Orazio e Giorgia Giamblanco. Appena diciottenne e analfabeta, andò sposa a Gioacchino Gennaro dal quale ebbe tre figli, due dei quali morirono in tenera età. Per motivi di lavoro il marito emigra ad Alessandria d’Egitto, dove improvvisamente muore. Carmela resta vedova a venticinque anni. Dopo questa dolorosa esperienza, provata dalla miseria, ha inizio il suo cammino di fede autentica, di completa donazione a Dio e a chi soffre.

La sua nuova vita iniziò con l’acquisto di un quadro da un rigattiere girovago, una modesta stampa tedesca del XIX secolo raffigurante il Sacro Cuore di Gesù. L’acquisto di tale opera, dotata di divini poteri, le sarebbe stato predetto da voci celestiali, durante una passeggiata, allorché avrebbe avuto la visione di un Cuore; tutto si sarebbe svolto secondo la profezia. Carmela, all’epoca ventisettenne, collocò il Quadro nell’unica stanza della sua piccola casa in via Tomaselli, oggi via Sacro Cuore, donatale da un benefattore. Fu approntato un altarino, e quella stanzetta divenne il luogo in cui si radunavano vicini e conoscenti per recitare il Rosario davanti all’immagine sacra. Diversi prodigi, intanto, si verificavano intorno a quel Quadro taumaturgico. Presto la casa fu meta di numerosi devoti, scettici, curiosi di ogni genere; molti chiedevano ed ottenevano grazie e guarigioni. Col diffondersi delle notizie, a quella umile abitazione pervenivano pellegrini anche da lontano. L’affluenza era tanta e tale che il parroco Vincenzo Sgadari pensò di trasformare la piccola casa in una Cappella e chiese al Vescovo di Noto, mons. Giuseppe Vizzini, l’autorizzazione di celebrarvi la S. Messa. Per madre Carmela che nel frattempo, pur non appartenendo a nessun ordine, aveva indossato gli abiti religiosi, non mancarono sofferenze e incomprensioni, tanto che fu costretta a lasciare Rosolini e a trasferirsi, con il suo Quadro, a Siracusa onde evitare le accuse che le venivano mosse. Innumerevoli furono le richieste e le petizioni rivolte anche alla Santa Sede affinché Madre Carmela ritornasse a Rosolini. Mons. Vizzini, dopo un sogno premonitore, nel 1938 si convinse ad autorizzarne il rientro insieme alle altre suore che, intanto, le si erano affiancate: Suor Serafina Rubbera e Suor Elena Aneli. Il piccolo Santuario dove veniva custodito il prodigioso Quadro venne ampliato, riattivato e il flusso dei fedeli ricominciò più numeroso di prima. Si racconta che Madre Carmela abbia predetto tanti fatti buoni e nefasti verificatisi, poi, durante la seconda Guerra Mondiale e si dice anche di tanti miracoli avvenuti per intercessione del Quadro da lei custodito.
Nel 1959 il Vescovo mons. Angelo Calabretta affida l’ormai vero e proprio Santuario, alle Monache dell’Ordine delle Visitatrici. Madre Carmela e Suor Colomba Scrivano, sua stretta collaboratrice, scelgono di non aderire ad alcun ordine, mentre Suor Serafina e Suor Elena accettano con gioia la Regola e la Costituzione della nuova Famiglia Religiosa.
Madre Carmela avrebbe imparato misteriosamente a leggere e a scrivere lasciando un diario con le sue memori. Logorata dal peso degli anni si spense serenamente a Rosolini il 10 agosto del 1968 lasciando a tutti i fedeli il Santuario, il Monastero della Visitazione, la Casa della Fanciulla e altre opere pie. Madre Carmela, la grande Mamma di Rosolini, così era affettuosamente chiamata dai suoi paesani, è rimasta sempre legata al suo luogo natio, dando conforto e consolazione a tutti coloro che andavano a trovarla per avere da lei una parola buona e la speranza rafforzata dalla Fede. La fama della sua bontà ha così varcato i confini territoriali estendendosi ovunque, come risulta dalle testimonianze che, ancora oggi, pervengono al Santuario da tutte le parti del Mondo. A Rosolini madre Carmela Aprile è stata e resterà sempre una figura di donna che ha avuto del prodigioso. Le sue spoglie mortali riposano nella Cripta, ricavata da una antica cisterna, sottostante la Cappella del Sacro Cuore di Gesù, custodite dai rosolinesi e visitate giornalmente da pellegrini provenienti da ogni parte.